martedì 5 novembre 2013

La filosofia rinascimentale


Il nuovo atteggiamennto verso l'uomo e la natura trova espressione nel neoplatonismo e nel naturalismo rinascimentale. Il primo ha i suoi rappresentanti principali in Cusano e in Ficino, oltre a esercitare notevole influenza sul prensiero di Giorn.dano Bruno. Il secondo trova espressione principalemente nelle filosofie di Telesio, Bruno e Campanella.

Il neoplatonismo: Cusano


Cusano muove dalla constatazione della incommensurabilità tra Dio e l'uomo, sostenendo che la conoscenza umana può approssimarsi a quella divina senza però raggiungerla (dotta ignoranza).
Dio si spazializza nell'universo, che è explicatio di Dio, il quale a sua volta è l'univeraso contratto, la complicatio dell'universo stesso. essendo explicatio di Dio l''universo deve consevarne gli attrubuti ed è quindi infinito.

Il neoplatoniso: Ficino


Richiamandosi a Plotino, Ficino parla di una gerarchia delle sostanze, da Dio alla natura angelica, all'anima, alla qualità e, infine, alla materia. L'anima è al centro dell'universo, rappresentando la copula mundi, il punto di congiunzione tra la realtà spirituale e quella materiale. dalla filosofia di Ficino deriva un vitalismo immanentistico: la natura è plasmata e orientata teleologicamente dall'anima del mondo, che agisce al suo interno, dandole forma, come un'artista immanente.

Pico della Mirandola e la tesi della libertà umana


Pico della Mirandola(1463-94) tenta la conciliazione di fedi e filosofie diverse, inviando nel 1486 a Firenze i maggiorni studiosi del tempo per un'imponente discussione comune (poi fallita per l'ostilità del papa), in preparazione della quale scrive e diffonde novecento tesi, stampate con il titolo "Conclusiones philosophicae, cabalisticae et theologicae". Pico permette alla sue tesi un Discorso sulla dignità dell'uomo. Quel che distingue l'uomo dagli altri esseri è la sua natura non definita: la natura angelica e razionale e dunque il comportamento dell'angelo è sempre determinato dalla ragione; la natura dell'animale è istintuale e l'animale è neccessariamente guidato dall'istinto; l'uomo è libero, dipende da lui scegliere la strada che vuol seguire. L'uomo può degenerare in ciò che è inferiore o rigenerarsi in ciò che è superiore, sappia, dice Pico, profittare della libera scelta che gli è concessa. La via che si apre all'uomo verso ciò che è superiore comincia con il dominio delle passioni e prosegue con la coscenza: nell'anima composta e purificata, scrive Pico, diffondiamo la luce della fillosofia, recandola finalmente a perfezione con la conoscenza delle cose divine.

La filosofia della natura di Telesio


telesio si propone di studiare la natura delle cose second i tre principi che le sono propri: la materia e due forze dinamiche il caldo e il freddo. Caldo e freddo sono i principi della sensibilità che è perciò propria di ogni essere (pamsichismo). La natura è regolata a partire da questi, sulla base di leggi date da Dio, e perciò immutabili. ogni evento deve di conseguenza essere spiegato sulla base di un rigido determinismo, così anche la conoscenza e l'etica. Conosciamo attraverso i sensi (sensismo) che imprimono nelle nostra anima e la forma delle cose.
Il comportamento è determinato dal principio della conservazione del proprio essere. tutto ciò che giova ad esso provoca una sensazione di calore ed è giudicato bene, ciò che lo contrasta provoca la sensazione opposta ed è considerato male. bene e male non derivano perciò da pricipi superiori, ad esempio religiosi, ma da principi immanenti all'uomo stesso.

Giordano Bruno. naturalismo e neoplatonismo


Bruno è esponente del naturalismo rinascimentale, ma la sua filosofia presenta anche importanti componenti neoplatoniche.
Individua e sottolinea le conseguenze della rivoluzione copernicana per un rinnovamento dei valori e dell'intera concezione del mondo. L'universo è infinito in quanto prodotto da Dio, che ne è causa ma anche principio che permane in esso (panteismo). La critica alla concezione aristotelica-tolemaica è radicale. non esistono le sfere, non c'è un centro dell'universo, tutti i mondo sono simili alla Terra e popolati da esseri intelligenti. L'uomo conosce Dio, ritrovandolo nella natura, il cui studio e la cui trasformazione (l'intelletto e le mani), animati da "eroico furore" (dove l'aggettivo è da leggere in senso platonico), lo avvicinano alla divinità fino a immedesimarsi con essa.

Il rinnovamento religioso e la Riforma protestante.


L'umanesimo di erasmo. Nel contesto del Rinascimento si manifesta la richiesta di una religiosità rinnovata, il cui simbolo è Erasmo da Rotterdam. Nella sua opera principale "L'elogio alla pazzia", egli condanna la
stoltezza, legata al vecchio sapere e alla religione ridotta a teologia o a ritualità, ed esalta la divina follia di esploratori e scienziati che impegnano o rischiano la propria vita per l'umanità, insieme alla pazzia del cristianesimo, inteso come profondo coinvolgimento esistenziale nell'imitazione del modello di Cristo.
La Riforma luterana: Lutero fa della predestinazione l'asse portante della propria proposta: dopo il peccato l'uomo è divenuto incapace di fare il bene senza l'intervento della grazia divina, che non può essere meritata con le opere ma unicamente elargita direttamente da Dio (giustificazione per fede).
Contro la gerarchia romana, Lutero afferma la teso del sacerdozio universale (ogni eletto è testimone e sacerdote di Cristo, senza bisogno di uno speciale sacramento) e del libero esame (ognuno è in grado di comprendere da sè le Sacre Scritture, guidato unicamente dallo Spirito Santo). Le teorie di Lutero si traducono nell'affermazione del rapporto diretto tra l'uomo e Dio e dall'unità della gerarchia e della stessa Chiesa di Roma.
Calvino: La filosofia di Calvino poggia su un rigido determinismo teologico: l'essere dipende da Dio sia nella propria esistenza sia nelle sue manifestazioni.
Anche il destino dipende interamente da Dio, e Calvino formula la teoria della doppia predestinazione. Dio ha predestinato alcuni uomini alla salvezza, altri alla dannazione. Non ne deriva però un atteggiamento di rassegnazione: pur non potendo fare nulla per la propria salvezza, l'uomo può cogliere nella propria esistenza i segni della predestinazione e della Grazia divina. Gli eletti, in quanto resi giusti dalla grazia divina, manifestano la chiamata (vocazione) nell'azione positiva all'interno della comunità, attraverso un'attività sociale e lavorativa caratterizzata dal successo e dall'approvazione.

Il pensiero politico rinascimentale: realismo e utopia


Nel rinascimento la politica si afferma come ambito autonomo, indipendente dalla morale e dalla religione. Accanto al realismo si diffonde il pensiero utopistico, che esprime la denuncia delle situazioni problematiche indotte dai processi di modernizzazione.
Il realismo di Macchiavelli. La politica si presenta come ambito di indagine autonomo, avente quali principi fondamentali la natura umana, essenzialmente egoista e calcolatrice, e la verità effettuale, ossia la realtà di fatto in cui si inserisce concretamente l'azione dell'uomo.
Macchiavelli afferma la possibilità dell'uomo di essere padrone del proprio destino, superando ill fatalismo tipico del Medioevo. Con una nota metafora, egli paragona gli eventi fortuiti a un fiume in piena: se abbiamo costruito per tempo solidi argini (la virtù) possiavo evitare di essere travoliti.
Il pensiero utopistico: ha un'ampia diffusione nel Rinascimento. le figure più rappresentative sono quelle di Moro e Campanella.
Tommaso Moro descrive l'isola di Utopia, dove non esistono la proprietà privata, nè i mali ad essa legati, quali furti, omicidi ecc. Ognuno ha di he provvedere ai propri bisogni e contribuisce al benessere comune attraverso il lavoro che, essendo svolto da utti, occupa solo poche ore della giornata.